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E la “nuova P2” chiamava Berlusconi “Cesare”

Come l’imperatore: così il gruppo di Verdini, Cosentino e Dell’Utri chiamava il premier. Che sarebbe stato “contento” della loro pressione sulla Consulta per il Lodo Alfano
Cesare. Come l’imperatore. Così, con questo pseudonimo, la “nuova P2” si riferiva al Presidente del Consiglio. A scriverlo sono i Carabinieri in una delle informative dell’inchiesta della Procura di Roma sulla presunta associazione a delinquere dai confini occulti per cui è stato arrestato il faccendiere e imprenditore Flavio Carboni. Il dossier è del 24 febbraio 2010. Nel documento in nomignolo di “Cesare” è usato più volte dagli indagati. Potrebbe essere una millanteria, un modo per accreditarsi. Gli inquirenti, sul punto, mantengono il più stretto riserbo. Comunque tra le telefonate intercettate ce n’è una del 2 ottobre 2009 in cui il giudice tributarista finito in carcere, Pasquale Lombardi, dice a Nicola Cosentino “che la settimana prossima - scrivono gli investigatori - dovrebbe incontrare tale “Cesare” che lo stesso sarebbe rimasto contento per quello che loro stanno facendo per la questione Lodo Alfano per il 6 ottobre”. Se Berlusconi fosse davvero Cesare, dunque, sarebbe stato a conoscenza delle mosse della P3 per influenzare i giudici della Consulta sul giudizio sul Lodo Alfano (poi peraltro bocciato).

“Mio cugino”, “Mio nipote”
“Mio cugino Cesare vuole sapere”, dice Arcangelo Martino il 30 settembre 2009. “Mio nipote Cesare”, quasi aggiunge Lombardi. I due, secondo le accuse, volevano manovrare il giudizio della Consulta per la decisione sul Lodo Alfano. Quando il verdetto si avvicina, il gruppo di Carboni è euforico. Il 25 settembre Arcangelo Martino dice a Carboni: “Diglielo a Cesare!”. Il giorno 2 ottobre 2009 - scrivono i carabinieri - “alle ore 19.40 il Lombardi chiama l’onorevole Cosentino Nicola. Nel corso della conversazione, di particolare importanza ai fini dell’inquadratura della vicenda, il Lombardi riferisce all’interlocutore l’andamento dell’incontro avuto il giorno precedente con “l’amico nostro Marcello” (Dell’Utri) e Denis (Verdini) ai quali lui ed il Martino avrebbero “mostrato i denti” ...tutt’appost! Tutt’appost uaglio’! Hanna a che fa cu’ mme oppure cu..co l’amico Martino (inc. ) aiere mostrai i diente a de...a Denis, m’ha guardat’, di... dice ha ragione io e l’amico nostro Marcello, e’ capi’?”.

E in premio la candidatura di Cosentino in Campana
Il Lombardi - proseguono gli investigatori - “riferisce che la settimana prossima dovrebbe incontrare tale “Cesare” che lo stesso sarebbe rimasto contento per quello che loro stanno tacendo per la questione Lodo Alfano (per il 6). Il Lombardi aggiunge che il Martino nel corso della riunione avrebbe detto che in cambio di tale lavoro deve essere loro riconosciuto un premio e che quel premio è rappresentato dallo stesso Cosentino “lui è rimasto contento per quello che gli stiamo facendo per il 6 e allora giustamente chell’ che diceva Arcangelo lui ci deve dare qualche cosa e ci deve dare te e non adda scassà o’ cazz’, in italiano. Te pare?”. “Appare evidente - si legge nell’informativa - che con queste parole il Lombardi vorrebbe far intendere al Cosentino che la sua candidatura a presidente della Regione Campania è stata da loro (Martino-Lombardi) richiesta nel corso della riunione quale contropartita per l’operazione Lodo Alfano”.

Fonte: City
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by testintesta

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